Verso la ISO 9001:2015. La posizione italiana

Dal sito dell’UNI (l’intero articolo è disponibile al link http://www.uni.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1686%3Averso-la-iso-90012015-la-posizione-italiana&catid=111%3Agenerale&Itemid=546&lang=it), relativamente alla nuova versione della ISO 9001:2015, estraggo i seguenti paragrafi:

L’Italia ha una significativa esperienza nell’applicazione della ISO 9001: è infatti il secondo Paese con il maggior numero di certificati emessi (138.892 al 2 giugno 2012) dopo la Cina.

Inoltre, il sistema economico italiano è caratterizzato dall’enorme numero di microimprese e PMI che inevitabilmente comporta difficoltà nell’ulteriore sviluppo dell’uso efficace e consapevole della norma, date le minori possibilità di investire nell’applicazione dei sistemi di gestione per la qualità (SGQ) rispetto alle organizzazioni di maggiore dimensione. Ciò si è particolarmente evidenziato negli ultimi anni a causa della sfavorevole congiuntura economica.

Dal nostro punto di vista è quindi importante che la nuova edizione della norma sia di più ampia applicazione e più facile da applicare per le PMI e che la sua efficacia venga rinforzata, in modo da fare aumentare il numero di queste imprese che effettivamente possono ottenere vantaggi dall’applicazione della norma.

fonte UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione-Verso la ISO 9001:2015. La posizione italiana.

Oltre a sottolineare che essere secondi al mondo (dietro alla Cina, ma sono in tantissimi) come numero di certificazioni ISO 9001 non credo ci faccia onore perchè induce a pensare che il livello di severità dei nostri Organismi di Certificazione non è adeguato ed allineato al resto del mondo (e non basta il numero elevato di microimprese a giustificare il fenomeno), vorrei aggiungere alla posizione UNI che le imprese italiane, per la maggior parte, non hanno adottato i principi della qualità che ispirano la ISO 9000, ma solo il sistema documentale ISO 9001. Adottare un SGQ serve se ci si crede e si attua quanto auspicato dalle norme della famiglia ISO 9000 e si integra il sistema con tutti i processi ed attività aziendali, ovvero con la pianificazione strategica, il controllo di gestione, i processi amministrativo-finanziari, la compliance…tenere separati le attività ordinarie dalla qualità non serve a nulla se non a perdere tempo e quindi efficienza.

Credo che la ISO 9001 attuale sia sufficentemente adeguata alle microimprese, non so come e se lo sarà la versione 2015, ma sono invece le microimprese e molte PMI che dovrebbero iniziare a pensare in un’ottica più vicina all’ISO 9001 se vogliono crescere anche intellettivamente e vedere l’impresa come un sistema di processi coordinati e finalizzati agli stessi obiettivi comuni, tra cui occorre comprendere l’efficienza dei processi e la gestione dei rischi.

Condivido l’opinione UNI che il consumatore/utente finale guarda, a parità di altri aspetti, anche la sostenibilità (ambientale e sociale) di un prodotto, ma questo forse non avviene nei rapporti cliente-fornitore fra aziende.

Auspico infine che la nuova norma imponga le imprese certificate, e soprattutto le loro direzioni, a recepire i concetti esposti nelle norme della famiglia ISO 9000 in modo da far sì che l’organizzazione certificata ISO 9001 si distingua sul mercato dall’organizzazione che non lo è, come si distingue l’ordine dal disordine, la puntualità dal ritardo, l’efficienza dallo spreco di risorse, la trasparenza dall’ambiguità, la cura della soddisfazione del cliente dal disinteresse per l’opinione del cliente… anche attraverso misure oggettive delle prestazioni.

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